Viviamo in una società dove la prevaricazione e la violenza sono ancora troppo diffuse. Anche se le ultime generazioni dichiarano di voler utilizzare metodologie educative più sensibili, partecipative ed empatiche (a differenza di quanto è avvenuto in passato) fondate sul rispetto autentico e non sulla coercizione o sulla paura, famiglie e scuole non hanno ancora integrato nella pratica quotidiana quanto ci si propone.

🔴Ogni anno in Italia circa 100.000 minori sono presi in carico dai servizi sociali per maltrattamento e abuso sessuale, con un costo annuale sul bilancio dello Stato della mancata prevenzione del maltrattamento sui minori, diretto e indiretto, di circa 13 miliardi di euro (lo 0,84% del pil) (cismai, Terres des Hommes, 2013; Università Bocconi, 2013).

🔴Sono 6.743.000 le donne fra i 16 e i 70 anni – ovvero il 31,9% delle donne in questa fascia d’età – ad aver subito nella propria vita una violenza: di tipo fisico (il 18,8%), sessuale (23,7%), psicologico (33,7%) o di stalking (18,8%). Il 14,3% dichiara di averla subita dal proprio partner.

🔴Almeno 400.000 minori sono vittime di violenza assistita di genere, cioè maltrattamenti fisici, sessuali, psicologici, economici perpetrati sulle loro madri, da mariti e partner all’interno del- le mura domestiche (istat, 2007).

🔴Ogni due-tre giorni una donna viene uccisa dal proprio partner o ex partner. Ma le donne vittime di violenza da parte degli uomini sono molte di più: oltre un milione. E, spesso, si tratta di abusi perpetrati più volte, fino a raggiungere l’impressionante dato di 14 milioni di atti di violenza più o meno gravi, con un costo economico, umano e sociale della violenza sulle donne stimato in quasi 17 miliardi di euro. Solo il 7,2% delle vittime sporge denuncia, mentre un terzo di esse trascorre l’intera vita senza parlarne mai con nessuno (We World Intervita, 2013).

🔴 In Europa il 33% delle donne ha subito abuso, il 27% della popolazione ha un disturbo mentale; 11% degli adolescenti tenta il suicidio, il 27.6% degli adolescenti fa gesti di autolesionismo, siamo passati dal 17 al 45 % di ospedalizzazioni minorili.

🔴Secondo Istat, nel 2021 in epoca pandemica, le chiamate sulla violenza sono aumentate del 34% e le “segnalazioni per casi di violenza” che insieme costituiscono il 42% (3.439). Il primo più grande problema in Italia è la patologia nelle cure ai minori 40,7%, il secondo fenomeno è la violenza assistita 32,4% (Garante dell’infanzia, Il Sole 24 ore,  una ricerca di Terre des Hommes e CISMA). I danni rilevati: forme di insicurezza, sensi di colpa che invadono sia la sfera emotiva che cognitiva, intrappolati nel conflitto di alleanza, forme di aggressività (espresse o repressa), deficit nella fiducia e nei modi di costruire vicinanza nelle relazioni, disturbi psicologici.

QUANDO IL SISTEMA IN CUI VIVIAMO O NOI STESSI NON CI PRENDIAMO CURA DEI NOSTRI BISOGNI IRRINUNCIABILI, SI CREANO DANNI REALI, CHE RIVERBERANO DENTRO DI NOI E INTORNO A NOI.

✅ Questi numeri possono essere contrastati da un impegno civile diffuso, che sia integrato con misure di intervento sistemico e su larga scala, dove si insegni a vedere nella nostra fragilità la nostra più grande amica

✅ Sostenendo linee di intervento “chiare, in grado di ripulire sostituzioni e confusioni” nel rispetto dei diritti e del benessere del minore. Bisogna interrompere la spirale degli interventi sui minori, agendo solo di loro, rinunciando di fatto ad implementare percorsi psico-pedagogici sugli adulti

✅ Promuovendo una cultura che non cancelli l’errore ma lo rispetti, come maestro e guida, fonte di umanità e di un sapere tutto da riscoprire

✅ Formando e accompagnando i genitori verso la costruzione di una relazione con i propri figli, sana, serena, emotivamente attenta, orientata ai bisogni reciproci e all’attaccamento sicuro. Non solo strumenti ma luoghi e persone con cui affrontare i periodi più delicati, perchè tutti li incontreremo e a nessuno sarà risparmiata la fatica o il dolore di attraversare quella stagione

✅Formando e accompagnando gli insegnanti ad essere trasformatori dell’Istituzione scuola sia negli elementi strutturali (spazi e tempi) che in quelli didattici (cosa insegnare) che in quelli di metodo (come insegnare)

✅Formando e accompagnando le nuove generazioni in contesti esperienziali dove sia possibile apprendere la non-dominazione dell’altro, il dialogo e l’apertura alla differenza, l’arte del sostenersi nelle difficoltà (più che infierire e spintonarsi), dove si orienti a guardarsi con tenerezza (più che a coltivare competizione e qualunque forma di odio), ad esprimere costruttivamente la propria interiorità con spirito creativo ma anche con coraggio, per poter affrontare le prossime sfide del terzo millennio

IL BEM CI AIUTA A VEDERE IN NOI STESSI QUEI MOVIMENTI PROFONDI DI QUELLA PARTE CHE SE ESPELLIAMO PRODURRÀ VIOLENZA E MALESSERE E CHE SE ACCOGLIAMO PRODURRÀ BENESSERE, EQUILIBRIO, RESILIENZA, EVOLUZIONE.

Ivano M. Orofino