Quando la famiglia si allarga e arriva un bambino, le dinamiche relazionali di chi prima era coppia cambiano inevitabilmente e ci si può ritrovare a criticare o a trovare cambiata la persona al nostro fianco. Nel diventare genitore, infatti, noi ci portiamo dietro il nostro personale carico di vissuti ed esperienze, a volte anche difficili, e tutto questo può riemergere inconsapevolmente nel momento in cui ci troviamo davanti a nostro figlio.

Proviamo ad entrare su questo aspetto pensando ad una situazione che potrebbero vivere alcuni papà. Ad esempio, il ricordo della propria esperienza personale con una mamma ingombrante e sempre presente e al suo fianco un papà spesso assente e impegnato altrove, che tipo di emozione potrebbe risvegliare in un neo-padre? La paura di essere lasciato fuori dalla relazione che vive come esclusiva tra mamma e neonato. E allora cosa succede? Poiché il cervello umano tende spontaneamente a cercare di evitare il dolore se non si hanno chiavi per affrontarlo, potrebbe giustificarsi raccontandosi che questi prima anni di vita il bambino è legato alla madre da un rapporto simbiotico dovuto anche al bisogno di nutrimento e non entrerà nella relazione, perché questo è quello che ha immagazzinato nel passato.

E’ vero che è più facile immaginare per una mamma l’arrivo di un figlio come una vera e propria rivoluzione, sia fisica che psichica, che vive in prima persona dal momento del concepimento, al periodo della gestazione fino al parto e al successivo primo contatto. E il padre, in molti casi, sembra percepire il cambiamento solo nel momento dell’incontro col figlio.

Ma non è così, la distanza tra padri e madri deve essere avvicinata fin dai primi istanti di condivisione di una vita che sta per iniziare, coinvolgendo anche il futuro papà in ciò che la mamma sta vivendo attraverso il racconto, le emozioni vissute, i preparativi… Fin dalla nascita poi, è importante che il papà cerchi e si prenda il suo spazio con il neonato: è scientificamente provato che tanto più un padre sta a contatto con il proprio figlio, fin dal primo istante, più la relazione risulterà stabile e duratura negli anni a venire e questo perché anche nel contatto vengono rilasciati gli ormoni dell’attaccamento tra cui l’ossitocina, un ormone ipotalamico che sovrintende alla conservazione della specie.

Teniamo presente dunque che:

–          Renderci conto, prima di tutto, di come la nostra storia personale e le dinamiche del passato influenzano ed influiscono sulla relazione nella coppia con l’arrivo dei figli è dunque il primo passo da fare verso un nuovo equilibrio;

–          Dove percepiamo fatica e frustrazione, cercare un aiuto, a supporto della propria genitorialità, può portare a un benessere che nasce dalla consapevolezza di quegli schemi che ci bloccano;

–          Anche la mamma può facilitare la relazione tra bambino e papà, coinvolgendolo nelle cose da fare e facendosi aiutare delegando a lui;

–          Lasciare spazio ai papà aiuta anche la mamma a trovare del tempo per sé, tempo che aumenterà man mano che il bambino cresce e cambiano i suoi bisogni fisiologici.

E soprattutto ricordiamo che se sta bene il singolo, sta bene la coppia e stanno bene i figli.

Michela Cervieri, professionista abilitata B.E.M., parent coach

Per la vostra consulenza 👉 Family Needs Center On Line