Coordinazione genitoriale: cos’è e quando serve

Coordinazione genitoriale: cos’è e quando serve

La coordinazione genitoriale è un processo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) centrato sul bambino.

Un professionista della salute mentale o di ambito giuridico aiuta i genitori altamente conflittuali ad attuare il loro piano genitoriale, facilitando la risoluzione delle controversie in maniera tempestiva, educandoli sui bisogni dei loro figli e, previo consenso delle parti e /o del giudice, prendendo decisioni all’interno dell’ambito del contratto di incarico o dell’ordine del tribunale.

La coordinazione genitoriale prevede diversi obiettivi: assistere i genitori altamente conflittuali ad attuare il loro piano genitoriale; monitorare l’adesione ai dettagli del piano, per risolvere tempestivamente le controversie riguardanti i loro figli e l’attuazione del piano genitoriale ed infine proteggere, salvaguardare e preservare una relazione genitore-bambino sicura, sana e significativa.

Il fine principale del coordinatore genitoriale, pertanto, deve essere sempre quello di accompagnare e sostenere la coppia fino al raggiungimento della capacità di autogestione.

Il coordinatore genitoriale può intervenire o su sollecito del giudice, oppure direttamente dalle parti stesse e può agire sia in fase istruttoria (dopo i provvedimenti provvisori ex art. 337 ter c.c.), sia al termine del procedimento giudiziale. 

Si sottolinea che l’intervento del coordinatore genitoriale non è predeterminato ma parte da un minimo di sei mesi (termine che può essere rinnovato entro i limiti indicati nella nomina del giudice o nel contratto previsto dal Coordinatore Genitoriale).

La Coordinazione Genitoriale viene indicata e suggerita quando la coppia si trova di fronte ad una o più di queste situazioni:

• è presente elevato e ricorrente contenzioso giudiziario su questioni che riguardano i minori;

• la mediazione non ha avuto successo o è stata ritenuta inappropriata;

• i genitori hanno bisogno di aiuto per attuare il loro piano genitoriale;

• i genitori hanno difficoltà a comunicare le informazioni sul benessere del loro bambino;

• sono presenti situazioni complesse che riguardano i figli o la famiglia e che richiedono una gestione intensiva.

In tali casi, l’intervento permette di poter ridurre il conflitto tra genitori; migliorare le capacità genitoriali; favorire la co-genitorialità e rapporti di cooperazione efficaci; diminuire il contenzioso giudiziario e il ricorso al giudice e/o migliorare il benessere dei figli coinvolti nel conflitto genitoriale.

Durante la seduta di coordinazione, al coordinatore genitoriale spettano alcuni poteri tra cui quello di poter decidere su aspetti secondari ed anche su aspetti principali che risultino disciplinati in modo inidoneo; segnalare gli inconvenienti al giudice e chiederne la modifica; accedere in maniera integrale alla documentazione relativa al caso; interagire con tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel caso, coordinandosi con essi: i Servizi; il CTU; i figli, i parenti, i nuovi partner; gli insegnanti; i terapeuti dei genitori e dei figli.

Se durante tale processo di risoluzione il coordinatore rileva alcune violazioni, costui ha il diritto e potere di avvisare l’organo competente. 

Di fatto, a seconda del tipo di violazione, il Coordinatore Genitoriale segnala l’accaduto o al giudice del procedimento, o  al giudice tutelare, o alla Procura presso il tribunale per i minorenni, o alla Questura o ai Servizi sociali. 

A seguito di ciò, il coordinatore genitoriale ha facoltà di rimettere il mandato al giudice o di ritenere risolto il contratto.

ATTENZIONE! E’ importante sottolineare che la coordinazione genitoriale non è un processo riservato sia per le comunicazioni tra le parti ed i loro figli verso il coordinatore genitoriale, sia per le comunicazioni tra il coordinatore genitoriale e le altre parti rilevanti per il processo di coordinazione genitoriale o per le comunicazioni con il tribunale.

Il coordinatore genitoriale non può operare all’interno di ruoli multipli che possano creare conflitti anche solo di tipo deontologico.

Ludovica Castelli, consulente legale e coordinatrice genitoriale

Professionista nel Family Needs Center On Line

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