Il bisogno d’ascolto

Il bisogno d’ascolto

Nell’ultimo periodo il mio lavoro, di coordinatrice di scuola dell’infanzia e di consulente educativa per genitori, mi ha convocata a riflettere sul BISOGNO DI ASCOLTO. 

Essere ascoltati è un bisogno presente già nel neonato e, poi, nei bambini in età prescolare. Torna, in forme diverse, nel pre – adolescente e adolescente. Riaffiora in ognuno di noi nei momenti di fatica, quando l’altro ascoltante è il solo “strumento” per comprendere gli eventi complicati che la vita ci propone. A volte, anche le più chiare richieste di ascolto di bambini e adulti cadono inevase, intrappolate dalla confusione comunicativa: la continua interconnessione e la produzione elevatissima di messaggi, spesso, offuscano l’ascolto. 

Il bambino chiede intensamente ascolto: con lo sguardo, con le espressioni del viso, con i movimenti del corpo, con le parole. 

Essere ascoltati significa per un bambino sentirsi protetti e al sicuro: sentirsi visto, pensato, riconosciuto.

Per l’adulto genitore, ascoltare deve significare osservare, fare attenzione con le orecchie amplificate, con lo sguardo attento e  contemplativo, con l’animo aperto.  Significa so – stare davanti all’altro. Significa farsi guidare dalle parole dell’altro. Significa leggere il messaggio che sta dietro al comportamento dell’altro. Significa dare voce al silenzio e al suo potere comunicativo.

Si crea in questo modo uno sguardo di riconoscimento adulto – bambino all’interno del quale il piccolo si sente accolto. Il legame diviene identitario, non meramente strumentale: il genitore non corre disperatamente alla ricerca del mezzo per soddisfare la richiesta senza aver compreso il reale bisogno.

E’ un legame che dona la possibilità al bambino di tornare sempre dentro a quel rapporto. Di stare dentro ad una relazione sana, salda, benefica e speranzosa. 

Il bambino ha bisogno di essere ri – portato dentro qui.

“Qualcuno mi ascolta. Qualcuno sa cosa vuol dire essere me.” (C. Rogers)

Roberta Fusè, professionista abilitata BEM.